C’è un modo semplice per scoprire che cosa abbiamo rinnegato: guardare chi non sopportiamo.
Pensa a una persona che ti irrita in modo sproporzionato. Non quella che ti ha fatto un torto, quella che ti dà fastidio solo per come è. Il collega che chiede sempre aiuto senza vergognarsi. L’amica che dice di no e non si giustifica. Chi alza la voce in riunione. Chi piange davanti a tutti. Chi prende quello che vuole senza chiedere permesso.
Nel Voice Dialogue quella reazione ha un nome: è il segnale di un Sé rinnegato. Hal e Sidra Stone lo hanno osservato per decenni. Più il giudizio è intenso, più la qualità che condanniamo negli altri è viva anche in noi, solo che non ha il permesso di esistere.
Da dove nascono
Crescendo, ciascuno di noi costruisce dei Sé Primari: le parti con cui ci identifichiamo, quelle che il mondo ha premiato, quelle che ci hanno protetto. Il Responsabile, il Perfezionista, la Persona Gentile, il Critico, il Controllore. Funzionano così bene che ci sembrano semplicemente noi.
Ogni Sé Primario, però, ha una polarità opposta. Per essere sempre affidabili abbiamo dovuto mettere da parte la spontaneità. Per essere gentili abbiamo dovuto tacere la rabbia. Per essere forti abbiamo dovuto nascondere la vulnerabilità. Queste polarità non spariscono. Vengono spinte fuori dalla porta e lì restano, in attesa.
I rinnegati non hanno meno identità dei primari. Si riconoscono e si nominano esattamente allo stesso modo, e ogni rinnegato ha sempre un primario di guardia che lo tiene fuori. È proprio questo che distingue una parte rinnegata da una parte semplicemente non sviluppata: nel secondo caso nessuno fa la guardia, e avvicinarsi a quella qualità non produce nessuna reazione. Nel primo caso, invece, basta avvicinarsi un po’ perché qualcosa nel corpo si irrigidisca.
Un continuum, dai più sottili ai più dirompenti
Non tutti i rinnegati si presentano allo stesso modo. Alcuni tacciono. Sono i rinnegati sottili: la vulnerabilità, il bisogno, la capacità di farsi aiutare, la tenerezza. Non fanno rumore, e proprio per questo passano inosservati per anni. Si manifestano come stanchezza, come un senso di solitudine che non ha una causa precisa, come la fatica di chiedere.
Altri esplodono. Sono i rinnegati dirompenti: la rabbia, l’aggressività, il desiderio, il potere personale, l’egoismo. Hanno una carica enorme e quando escono lo fanno di colpo, nei momenti sbagliati, con una forza che poi ci spaventa. Sono le parti che gli Stone chiamavano energie demoniche, non perché siano cattive, ma perché, tenute fuori così a lungo, tornano con la violenza di chi è stato ignorato.
In mezzo ci sono tutte le gradazioni. La stessa qualità può essere sottile in una persona e dirompente in un’altra: dipende da quanto a lungo e con quanta forza è stata tenuta fuori.
Chi me l’ha vietata? Dove la sento?
Due cose valgono per tutti i rinnegati, sottili o dirompenti.
La prima: nessun rinnegato nasce da solo. Ogni qualità esiliata ha una storia. C’è una famiglia che la disapprovava, una cultura che la puniva, un’esperienza in cui mostrarla è costato caro. Il potere nelle donne, la vulnerabilità negli uomini, il piacere in certe educazioni religiose, l’ambizione in certe famiglie. Chiedersi “chi me l’ha vietata?” apre spesso più porte di qualunque analisi.
La seconda: ogni rinnegato si deposita nel corpo. In una mascella serrata, in spalle che non si abbassano mai, in un respiro che si ferma a metà petto. Il corpo conserva ciò che la mente ha deciso di non vedere, e spesso è il primo a parlare quando ci avviciniamo a una parte esiliata.
Perché “più potenti”
Li chiamiamo così per una ragione precisa. I rinnegati più potenti sono quelli che hanno richiesto più energia per restare fuori. Anni di sorveglianza, un primario sempre di turno, un corpo sempre un po’ contratto. E quell’energia, oggi, ci manca.
Chi ha rinnegato la rabbia non riesce a mettere confini. Chi ha rinnegato la vulnerabilità non riesce a lasciarsi aiutare, e si consuma. Chi ha rinnegato l’egoismo non sa dire di no. Chi ha rinnegato il piacere lavora senza sosta e si chiede perché non basta mai.
Il lavoro non consiste nel far trionfare la parte rinnegata sul primario. Un Responsabile che diventa all’improvviso irresponsabile ha solo cambiato padrone. Il lavoro consiste nel costruire uno spazio, l’Ego Consapevole, da cui vedere entrambi i poli e scegliere, volta per volta, quanto di ciascuno portare nella situazione. È lì che la rabbia rinnegata diventa confine, la vulnerabilità diventa intimità, il potere diventa vitalità.
L’energia che cerchi è dove non guardi.
Una giornata per incontrarli
Il 26 novembre a Milano, in Cascina Cuccagna, dedichiamo un intero modulo di approfondimento proprio a questo: i Sé rinnegati più potenti. Una giornata in gruppo ristretto, dalle 10 alle 18, divisa in tre parti: la teoria, gli esercizi e un tempo di riflessione su se stessi. È aperta sia a chi facilita il Voice Dialogue sia a chi vuole semplicemente lavorare sulle proprie parti.
Tutti i dettagli sono qui: https://www.dannybuccilli.com/it/modulo-se-rinnegati-vd
Insieme, conosciamo i nostri Sé.
Danny e Marzia